(ANSA) PALERMO, 22 mar
L'americano Robonaut, bianco come se indossasse la tuta di un astronauta, è già al lavoro nel laboratorio di robotica del Johnson Space Center della Nasa. Ha due braccia, due gambe, la testa che ricorda quella umana ed è molto diverso dal suo collega europeo, Eurobot, che di braccia ne ha tre e che è stato progettato per lavorare all'interno della Stazione Spaziale Internazionale. A presentarli, nel convegno europeo di robotica Euros organizzato a Palermo, è stato l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) Claude Nicollier. Con i robot spaziali, Nicollier è stato fra i primi al mondo ad avere dimestichezza. E' stato lui, infatti, che nel 1993 ha guidato il braccio robotico dello Shuttle per correggere un difetto allo specchio del telescopio spaziale Hubble e per altre tre volte, fino al dicembre 1999, è andato nello spazio per riparare lo storico telescopio spaziale, sempre con l'aiuto del braccio robotico. Non c'é da stupirsi, quindi, se oggi afferma che "i robot nello spazio sono necessari, perché sono gli unici che nello spazio possono andare a lavorare dove nessuno può farlo". Secondo Nicollier "la cooperazione tra uomo e robot nello spazio è destinata ad aumentare sempre di più". Per questo guarda con fiducia ai prototipi dei robot che stanno nascendo nei laboratori della Nasa e dell'ESA. "Robonaut - ha detto - è in fase più avanzata di sviluppo. E' un robot antropomorfo, con braccia e gambe, mani e dita, progettato per essere utilizzato principalmente sullo Shuttle", ad esempio nel caso in cui si rendessero necessarie operazioni di riparazione in orbita. Ma potrà rendersi utile anche sulla Stazione Spaziale. "Robot di questo tipo - ha osservato l'astronauta svizzero - permettono di superare le difficoltà che di solito gli astronauti incontrano a causa della rigidità della tuta spaziale". Eurobot è invece in grado di muoversi autonomamente all'interno della stazione orbitale e inoltre potrà essere utilizzato per l'attività extra-veicolare, ancorato al modulo europeo Columbus. "Uno dei suoi compiti principali sarà assistere gli astronauti nell'attività extraveicolare, ad esempio passando loro gli strumenti, come un ferrista in sala operatoria". Nicollier pensa ai robot che in futuro faranno da apripista nell'esplorazione di Marte, e il successo dei robot americani Spirit e Opportunity fa guardare con ottimismo a un robot come quello previsto nel programma dell'ESA Exomars: un veicolo automatico controllato da Terra, in grado di muoversi su Marte e di perforarne il suolo fino a due metri, perforare il suolo, raccogliere campioni e analizzarli. "Exomars - ha detto Nicollier - è soltanto la prima tappa nello sviluppo di robot autonomi per esplorare la Luna e Marte. In futuro uomo e robot collaboreranno sempre di più e saranno molto importanti alcune applicazioni, come la telemedicina... Ma per quanto tempo l'uomo potrà mantenere il controllo?...", ha concluso citando il brano di "2001 Odissea nello spazio" nel quale il computer di bordo Hal 9000 dà i primi segni di ribellione. (ANSA).